Intervista a Antonio Colonello, voce di Fonzie |
a cura di Giuseppe Ganelli
Abbiamo avuto modo di incontrare Antonio Colonnello, la mitica voce "italiana" di Arthur "Fonzie" Fonzarelli e non potevamo non fare quattro chiacchere con lui, che per per noi è semplicemente "la voce"
Ok Mr Colonnello direi d'iniziare da una piccola "presentazione"..
AC Ciao amici sono ANTONIO COLONNELLO, doppiatore e attore, nei miei "giri" professionali mi sono fermato molto spesso sul doppiaggio e fra i prodotti che ho doppiato mi piace ricordarne due che sono antitetici l' uno all' altro ma appunto per questo mi sono particolarmente cari . Il primo è "HAPPY DAYS" che ho doppiato dall'inizio alla fine del ciclo e ho doppiato il personaggio "chiave" del serial ovverosia FONZIE, l' attore Henry Winkler. E' stata un' esperienza professionale molto divertente oltre allo straordinario successo e all' audience che ebbe all' uscita in Italia nel 1978 ; sono stato particolarmente legato al personaggio di Fonzie che, essendo un po' , dal punto di vista generazionale , un mio coetaneo ho doppiato con partecipazione e passione. Nell' altro serial famoso "DALLAS" ho doppiato per l' intera serie il personaggio chiave J.R. , l' attore Larry Hagman. In campo cinematografico ho doppiato alcuni film di successo come "Fuga da Alcatraz" dove ho dato la voce a Clint Eastwood e "I duellanti" dove ho doppiato Harvey Keitel "Il matrimonio di Maria Brown" dove prestavo la voce al protagonista e tanti altri , ma soprattutto film di grosso impegno culturale , non commerciali. Questa è la mia biografia in pillole a cui posso aggiungere esperienze teatrali , molti anni trascorsi in compagnia con Romolo Valli, Rossella Falck, Giorgio Delullo, Paolo Stoppa e Rina Morelli, ma mi fermerei qui.
Parlando in particolare di Happy Days, quando lei iniziò a doppiare Fonzie, pensò a qualche intonazione particolare, gli diede una sua impronta rispetto all' originale ?
AC Tenendo presente che l' originale è sempre un punto di partenza dal quale non si può prescindere, pensai di fare delle trasposizioni ambientali, variazioni psicologiche . E' chiaro che Fonzie è l' espressione tipica di un ragazzo americano degli anni '50 , però il cognome Fonzarelli , è italiano e ti richiama ad una cadenza italiana . Così ho pensato di storicizzare il personaggio prettamente americano dandogli una venatura italiana che mi richiamava ai ragazzi degli anni '50 di periferia , che nascevano da una cultura di strada che poi è una cultura di vita , pensai ad un ragazzo della via Gluck, quei tipi di personaggi degli anni '50 , in particolare della periferia delle grandi città , Milano, Roma ed ho tentato di dare questa venatura , questo riferimento temporale che si riallaccia poi al contesto borghese come quello dei Cunningham.
Creò , nella trasposizione italiana dei modi di dire rispetto l' americano..
AC Gli HEY !! e i WOUW ! erano grosso modo uguali al mio, forse i WOUW era leggermente più chiuso , più un suono americano e mi sembrava brutto perché in italiano può sembrare un suono animalesco e l' ho voluto alleggerire, ironizzandolo, dando un suono più morbido anziché secco e aggressivo com' era in originale.
Quando vide , lei e i suoi colleghi, in anteprima rispetto al pubblico televisivo, il telefilm nella fase di doppiaggio, avete avuto la sensazione che HAPPY DAYS era un serial che aveva una marcia in più ?
AC Essendo uscito in America qualche anno prima sapevamo che era un buon successo americano, ma sinceramente non potevamo immaginare un successo così incredibile in Italia , tenendo presente che venne trasmesso alle 19 e avere un tale riscontro di pubblico di 12 milioni fu un exploit assolutamente imprevedibili. Evidentemente i contenuti del telefilm erano universali e toccavano le corde dei giovani , ma anche degli anziani; mi ricordo che fu un successo assolutamente totale , coinvolgente e credo sia stato uno dei primi grandi successi italiani di telefilm preserali.
Lei come spiega questo strepitoso successo che viene ricordato ancor oggi e che anche le ultime repliche su Italia 1 confermano ?
AC Era un telefilm talmente calibrato bene , con una precisa dosatura dei personaggi , con la figura della madre, del padre , ecc. che coinvolgeva tutti , dai giovanissimi a più anziani tutta la famiglia .
Poi erano realizzati con misura, ironia , assolutamente mai volgari e con l' eccezionale bravura di Henry Winkler che trovo strano che non abbia fatto altre cose se non alcuni film che ho doppiato ; inventò un personaggio straordinario. Era emblematico con il giubbotto di pelle , jeans come fosse una divisa per una certa fascia di giovani , svegli , pre-contestatori , ma in una misura e con un' eleganza culturale, un gusto dell' ironia, pur appartenendo, Fonzie , ad una fascia proletaria .
Come ha seguito l' evoluzione del personaggio nel corso della serie ?
AC Quando uscì la prima serie io avevo grosso modo trent ' anni , siamo un po' cresciuti insieme , per 10, anni , e ad un certo punto entri in simbiosi .
Alla fine anni settanta primi ottanta, quando Winkler venne in Italia lei ebbe modo di conoscerlo e ..
AC Sì , Winkler fu ospite d' onore di una memorabile "Domenica in" con Pippo Baudo e fui invitato anch' io , ci incontrammo e facemmo uno piccolo schetc in diretta dove io lo doppiavo . Fu un incontro simpaticissimo ed ebbe un grossissimo successo di pubblico sia " a casa" che fuori dagli studi televisivi dove c' erano molti ragazzi ad attenderlo .
Dopo quella circostanza lo sentii una volta telefonicamente per ringraziarlo di un piccolo omaggio che mi aveva mandato , poi l' ho perso completamente di vista.
Ricorda qualche particolare di quel giorno ?
AC Ma Winkler fu di una gentilezza straordinaria , mi accolse come un amico , ricordo che mi abbracciò chiamandomi Antony, ringraziandomi mentre ero io che dovevo ringraziarlo per l' opportunità che mi fu data nel doppiare Fonzie ed ottenere quel grande successo. Mi ricordo che Winkler era di una professionalità tipica americana , dove niente era lasciato al caso. Ebbi l' impressione di un uomo molto serio , attento , intelligente con una straordinaria professionalità e disponibilità.
C' è qualche puntata di "Happy Days" che ricorda particolarmente ?
AC Sai sono talmente tante.... però mi ricordo che mi colpì molto quella puntata in cui Fonzie recita Shakespeare, perché proprio in quel periodo io portavo in giro nei teatri con Paolo Stoppa e Rina Morelli proprio Shakespeare . Winkler in quella circostanza diede una interpretazione straordinaria da grande attore, con ironia e proprio in quella puntata capii che poteva recitare in qualsiasi ruolo sempre alla grande.
Con questa capacità d'interprete si spiega anche il successo della serie e del personaggio, ma non dimentichiamo che Winkler era circondato da grandi attori dal primo all' ultimo anche se giovanissimi. Tom Bosley era veramente molto bravo e anche Anson Williams , che interpretava Potsie un po' lo "stupidotto" , era di una bravura incredibile .Ecco , il successo del telefilm è qui nella grande bravura di tutti gli interpreti e nella capacità dei produttori americani di realizzare un prodotto veramente di ottimo livello .
Be' , come possiamo concludere questa breve chiacchierata..
AC Ma augurandoci che Winkler torni a trovarci in Italia, lo saluterei molto volentieri, speriamo presto....HEY !!!!
E' stato un vero piacere conoscere Mr Colonnello , che si è mostrato una persona veramente simpatica e di una disponibilità infinita ; GRAZIE Mr Colonnello ....HEY !
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